Tutela legale in caso di errore odontoiatrico: dal reclamo alla sentenza

Approfondimento sulla tutela legale in caso di errore odontoiatrico, dal reclamo iniziale fino alla sentenza, con focus su diritti e procedure.

Tutela legale in caso di errore odontoiatrico: dal reclamo alla sentenza

La professione odontoiatrica, come ogni disciplina medica, comporta rischi intrinseci che possono talvolta tradursi in complicazioni o veri e propri errori professionali. 


Quando un paziente ritiene di aver subito un danno a seguito di un trattamento dentale, è fondamentale conoscere gli strumenti legali a disposizione per tutelare i propri diritti e ottenere un'eventuale riparazione del pregiudizio subito.


Il percorso che conduce dalla percezione iniziale di un errore odontoiatrico fino alla potenziale pronuncia giudiziale è articolato e richiede una comprensione approfondita dei meccanismi giuridici coinvolti. 


La tutela legale in ambito odontoiatrico non si limita esclusivamente all'aspetto risarcitorio, ma abbraccia un'ampia gamma di diritti del paziente che spaziano dall'informazione preventiva alla corretta esecuzione delle prestazioni sanitarie.


La complessità delle procedure legali, unita alla specificità tecnica della materia odontoiatrica, rende necessaria una guida chiara e accessibile per orientarsi nel labirinto normativo. 


Comprendere i propri diritti, le modalità di tutela disponibili e le fasi del processo legale rappresenta il primo passo fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare una situazione di presunto errore professionale in campo dentistico.

I diritti del paziente e la responsabilità professionale dell'odontoiatra

La relazione tra paziente e professionista odontoiatrico è regolamentata da un complesso sistema normativo che definisce con precisione diritti, doveri e responsabilità di entrambe le parti. 


Questo quadro giuridico costituisce la base fondamentale per comprendere quando e come sia possibile avviare un'azione di tutela legale in caso di presunto errore professionale.

Il consenso informato e i doveri di informazione

Il consenso informato rappresenta uno dei pilastri fondamentali della relazione terapeutica in ambito odontoiatrico. 


L'odontoiatra ha l'obbligo giuridico di fornire al paziente informazioni complete, chiare e comprensibili riguardo al trattamento proposto, includendo i benefici attesi, i rischi potenziali, le alternative terapeutiche disponibili e le conseguenze del mancato trattamento.


La violazione di questo dovere informativo può configurare una responsabilità professionale anche in assenza di errori tecnici nell'esecuzione della prestazione. 


Il paziente deve essere posto nelle condizioni di compiere una scelta consapevole, valutando personalmente il rapporto rischio-beneficio dell'intervento proposto. 


La documentazione del consenso informato acquisisce quindi una rilevanza probatoria cruciale in eventuali contenziosi legali.


L'informazione deve essere proporzionata alla complessità dell'intervento e personalizzata in base alle caratteristiche specifiche del paziente. 


Non è sufficiente una comunicazione generica o standardizzata, ma occorre un dialogo effettivo che tenga conto delle particolari condizioni cliniche, delle aspettative e delle preoccupazioni del singolo individuo.

La natura dell'obbligazione professionale

L'obbligazione assunta dall'odontoiatra nei confronti del paziente è tradizionalmente qualificata come obbligazione di mezzi, non di risultato. 


Questo significa che il professionista si impegna a prestare la propria attività con la diligenza, la prudenza e la perizia richieste dalle specifiche circostanze, senza tuttavia garantire il raggiungimento di un esito particolare.


Tuttavia, la giurisprudenza ha progressivamente riconosciuto che alcune prestazioni odontoiatriche possano configurare obbligazioni di risultato, particolarmente nel campo dell'odontoiatria estetica o protesica. 


In questi casi, l'onere probatorio si inverte parzialmente, poiché il paziente deve dimostrare soltanto l'inadempimento, mentre spetta al professionista provare che l'insuccesso è dipeso da cause a lui non imputabili.


La distinzione tra obbligazione di mezzi e di risultato ha implicazioni pratiche significative nella valutazione della responsabilità professionale e nella distribuzione dell'onere della prova nei procedimenti giudiziali. 


È pertanto essenziale che il paziente comprenda la natura dell'obbligazione assunta dal professionista in relazione alla specifica prestazione ricevuta.

I parametri di valutazione della colpa professionale

La valutazione della responsabilità professionale dell'odontoiatra avviene attraverso il confronto tra la condotta effettivamente tenuta e quella che sarebbe stata adottata da un professionista medio, dotato di normale preparazione e diligenza, nelle medesime circostanze. 


Questo criterio, noto come "colpa professionale", si articola nelle tre componenti classiche di imprudenza, imperizia e negligenza.


L'imperizia si riferisce alla carenza di conoscenze tecniche o di competenze specialistiche necessarie per l'esecuzione corretta della prestazione. 


L'imprudenza riguarda l'adozione di comportamenti rischiosi o contrari alle regole di buona pratica clinica. 


La negligenza si manifesta invece attraverso omissioni o superficialità nell'esecuzione delle prestazioni professionali.


La giurisprudenza ha chiarito che la responsabilità professionale può sorgere anche in presenza di errori diagnostici, purché questi siano riconducibili a negligenza, imprudenza o imperizia. 


Non ogni errore diagnostico è automaticamente fonte di responsabilità, ma soltanto quello che si discosti in modo apprezzabile dagli standard professionali comunemente accettati dalla comunità scientifica.

Le procedure stragiudiziali e l'iter del reclamo

Prima di intraprendere un'azione giudiziaria, il sistema normativo italiano prevede diverse opzioni di tutela stragiudiziale che possono offrire soluzioni più rapide ed economiche per la risoluzione delle controversie in ambito odontoiatrico. 


Queste procedure rappresentano spesso il primo approccio consigliabile per tentare una composizione amichevole della vertenza.

Il reclamo presso l'Ordine dei Medici

Una delle prime strade percorribili in caso di presunto errore odontoiatrico consiste nella presentazione di un reclamo presso l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri competente per territorio. 


Questo strumento ha finalità principalmente disciplinari e mira a verificare la correttezza deontologica della condotta professionale.


Il reclamo deve essere presentato in forma scritta, contenente una descrizione dettagliata dei fatti contestati e supportato dalla documentazione clinica disponibile. 


L'Ordine professionale ha il compito di valutare se la condotta del professionista sia conforme ai principi deontologici e alle regole di buona pratica medica, potendo eventualmente irrogare sanzioni disciplinari che vanno dall'avvertimento alla radiazione dall'Albo.


È importante sottolineare che il procedimento disciplinare ha natura diversa e autonoma rispetto a quello civile o penale, perseguendo finalità di tutela della categoria professionale e della collettività piuttosto che di risarcimento del danno. 


Tuttavia, l'eventuale accertamento di una violazione deontologica può costituire un elemento di valutazione utile in sede di giudizio civile.

La mediazione civile obbligatoria

La normativa italiana ha introdotto l'obbligatorietà del tentativo di mediazione civile per le controversie in materia di risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria. 


Prima di poter avviare un'azione giudiziaria, è necessario esperire questo strumento di risoluzione alternativa delle controversie presso un organismo di mediazione abilitato.


La procedura di mediazione ha una durata massima di quattro mesi e si svolge alla presenza di un mediatore qualificato che facilita il dialogo tra le parti per raggiungere un accordo. 


Il tentativo di mediazione è considerato condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria, il che significa che il giudice deve dichiarare improcedibile la domanda se non è stato previamente esperito.


Durante la mediazione, le parti possono beneficiare dell'assistenza dei propri avvocati e consulenti tecnici per valutare la fondatezza delle rispettive posizioni. 


L'eventuale accordo raggiunto ha valore di titolo esecutivo e può prevedere sia il risarcimento del danno sia altre forme di riparazione del pregiudizio subito dal paziente.

Le commissioni di conciliazione delle ASL

Molte Aziende Sanitarie Locali hanno istituito commissioni di conciliazione per la risoluzione extragiudiziale delle controversie sanitarie. 


Questi organismi, composti da rappresentanti dell'amministrazione sanitaria, dei professionisti e degli utenti, offrono un'ulteriore opportunità di composizione amichevole delle vertenze.


La procedura presso le commissioni di conciliazione è generalmente gratuita e si caratterizza per tempi più rapidi rispetto ai procedimenti giudiziari. 


Le commissioni esaminano la documentazione presentata dalle parti e possono disporre approfondimenti tecnici per valutare la fondatezza della contestazione mossa al professionista o alla struttura sanitaria.


L'attività delle commissioni si conclude con una proposta di conciliazione che le parti possono accettare o rifiutare liberamente. 


In caso di accettazione, l'accordo raggiunto ha efficacia transattiva e preclude la possibilità di ulteriori azioni giudiziarie per i medesimi fatti. 


La mancata accettazione della proposta non impedisce il successivo ricorso agli strumenti giudiziali di tutela.

Il processo civile e la tutela giurisdizionale

Quando le vie stragiudiziali si rivelano impraticabili o infruttuose, il paziente può ricorrere alla tutela giurisdizionale attraverso un'azione civile di risarcimento del danno. 


Il processo civile in materia di responsabilità medica presenta caratteristiche peculiari che richiedono una strategia legale accuratamente pianificata e supportata da solide basi tecniche e probatorie.

L'azione di risarcimento del danno

L'azione civile per responsabilità odontoiatrica si fonda sull'articolo 2043 del Codice Civile, che prevede l'obbligo di risarcire il danno causato ad altri per dolo o colpa. 


Il paziente danneggiato deve dimostrare l'esistenza di un nesso di causalità tra la condotta del professionista e il pregiudizio subito, oltre alla sussistenza di una colpa professionale.


La citazione in giudizio deve contenere l'esposizione dettagliata dei fatti, la quantificazione del danno richiesto e l'indicazione delle prove a sostegno delle proprie ragioni. 


È fondamentale allegare tutta la documentazione clinica disponibile, comprese cartelle, radiografie, modelli in gesso e qualsiasi altro elemento che possa essere rilevante per la ricostruzione della vicenda.


La scelta del foro competente dipende dalle regole generali sulla competenza territoriale, ma il paziente può avvalersi del foro del luogo dove si è verificato il fatto illecito o dove si sono manifestate le conseguenze dannose. 


Questa facoltà può rivelarsi strategicamente importante per la scelta del tribunale più idoneo alla trattazione della causa.

La consulenza tecnica d'ufficio

Dato il carattere altamente specialistico della materia odontoiatrica, il giudice nomina quasi sempre un consulente tecnico d'ufficio (CTU) per valutare gli aspetti tecnico-scientifici della controversia. 


Il consulente ha il compito di verificare la correttezza della diagnosi e del trattamento eseguito, valutando se la condotta professionale sia conforme agli standard accettati dalla comunità scientifica.


La fase della consulenza tecnica rappresenta spesso il momento decisivo del processo, poiché le conclusioni del CTU influenzano significativamente l'orientamento del giudice sulla questione della responsabilità professionale. 


È pertanto essenziale che le parti forniscano al consulente tutti gli elementi utili per una valutazione completa e accurata del caso.


Le parti possono nominare propri consulenti tecnici di parte (CTP) che partecipano alle operazioni peritali e possono formulare osservazioni e rilievi critici sull'operato del CTU. 


La collaborazione tra consulenti può contribuire a chiarire gli aspetti tecnici più complessi e a raggiungere conclusioni condivise sui punti controversi.

La quantificazione del danno e la sentenza

La quantificazione del danno risarcibile in materia odontoiatrica segue i principi generali del diritto civile, distinguendo tra danno patrimoniale e non patrimoniale. 


Il danno patrimoniale comprende le spese sostenute per cure aggiuntive, la perdita di reddito e qualsiasi altro pregiudizio economico direttamente collegato all'errore professionale.


Il danno non patrimoniale include invece il danno biologico, inteso come lesione dell'integrità psico-fisica della persona, e il danno morale per le sofferenze patite. 


La valutazione di questi danni segue parametri standardizzati sviluppati dalla giurisprudenza e dalle tabelle dei tribunali, tenendo conto della gravità delle lesioni e delle caratteristiche personali del danneggiato.


La sentenza che accoglie la domanda di risarcimento condanna il professionista al pagamento di una somma determinata, oltre agli interessi legali e alle spese processuali. In caso di rigetto, il paziente deve sostenere le spese legali di entrambe le parti. 


È sempre possibile proporre appello contro la sentenza di primo grado entro il termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione.

Quando la giustizia fa il suo corso: diritti acquisiti e nuove prospettive

Il percorso di tutela legale in caso di errore odontoiatrico si conclude con l'acquisizione di certezze giuridiche che, al di là dell'esito specifico del singolo caso, contribuiscono all'evoluzione complessiva del sistema di garanzie per i pazienti. 


La definizione giudiziale delle controversie non rappresenta soltanto la risoluzione di una vertenza individuale, ma costituisce un tassello importante nella costruzione di standard sempre più elevati di protezione e sicurezza nelle cure odontoiatriche.


L'esperienza giudiziaria insegna che la prevenzione rimane lo strumento più efficace per evitare contenziosi, attraverso una comunicazione trasparente, una documentazione accurata e l'adozione di protocolli clinici rigorosi. 


La tutela legale, pur rappresentando un diritto fondamentale del paziente, dovrebbe idealmente rimanere un'eccezione piuttosto che una necessità ricorrente nel rapporto tra professionista e assistito.


Fonte ufficiale delle informazioni: https://www.malasanitarisarcimento.legal/procedura-per-danni-odontoiatrici/

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